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Nelle ultime settimane c’è stata una sola notizia proveniente dal mondo dell’Intelligenza Artificiale.

Una notizia di cui si è sentito parlare anche nelle testate più mainstream.

Prendiamo il titolo dalla testata di riferimento, il Massachusetts Institute of Technology.

“Un modello di Intelligenza Artificiale scopre l’infezione da Covid nei pazienti asintomatici ascoltando i colpi di tosse registrati al telefono”.

La situazione di per sé è abbastanza chiara, ma i risvolti sono tantissimi.

Intanto, facciamo un passo indietro.

Cosa hanno scoperto i ricercatori dell’MIT?

Partiamo da un presupposto importante.

Il Coronavirus ha una forte capacità di diffondersi e i suoi sintomi sono subdoli perché simili a quelli dell’influenza.

Di conseguenza non è possibile riconoscere la differenza da una normale influenza attraverso sintomi come la febbre, il mal di testa o il raffreddore.

Per questo motivo non è possibile neanche sfuggire ad un esame diagnostico, il famoso “tampone” di cui stiamo sentendo ovunque.

Nel mezzo della questione ci sono anche gli asintomatici – i soggetti più pericolosi per la salute pubblica – che, apparentemente, non sono immediatamente riconoscibili.

Eppure c’è un solo sintomo che contraddistingue un sintomatico da un asintomatico e da una persona sana.

Il colpo di tosse.

Secondo i ricercatori dell’MIT, il suono prodotto da un colpo di tosse di una persona sintomatica è diverso rispetto a quello di una positiva asintomatica.  

Ora, è un dettaglio molto strano…

Per di più, possibile che nessun medico sappia riconoscere i colpi di tosse?

La risposta più schietta è: no.

A quanto pare ci sono delle particolari differenze che l’orecchio umano non riesce a distinguere.

Mentre un’analisi e campionamento con l’Intelligenza Artificiale riesce a dare risalto a queste differenze.

I ricercatori hanno ideato un sistema basato sull’Intelligenza Artificiale che riconosce la positività di una persona attraverso il “tipo” di tosse.

Ma qual è il dettaglio che lo rende eccezionale?

Il sistema restituisce un esito quasi certo.

L’algoritmo riesce a riconoscere il 98,5% dei colpi di tosse delle persone positive e il 100% dei colpi di tosse dei pazienti asintomatici.

Quindi, riesce a distinguere in base al colpo di tosse se una persona è positiva anche nel caso in cui i sintomi non sono proprio presenti.

E adesso l’MIT sta pensando di proporre questa soluzione tramite app gratuita.

Qual è la tecnologia che si nasconde dietro questa novità?

Il dato certo è che la voice recognition è la tecnologia che sta alla base di tutta questa ricerca del MIT.

Ed è una tecnologia evidentemente datata.

I primi sistemi di speech recognition sono nati più di 25 anni fa nel mondo della ricerca.

Parlando del mondo consumer, da anni i nostri stessi smartphone hanno l’app per riconoscere la voce.

Quello che è migliorato negli ultimi anni è la qualità e l’affidabilità di questi algoritmi.

Oggi gli algoritmi di speech recognition sono molto performanti, al punto che ci sono degli auricolari che permettono di fare le traduzioni simultanee in decine di lingue diverse.

Questo è avvenuto anche grazie al miglioramento della qualità dell’audio, dei microfoni e dell’acquisizione.

E questi miglioramenti hanno fatto contemporaneamente crescere il mercato che fino ad ora l’ha fatta da padrone solo nel mondo consumer.

Facciamo tutti un grande uso di sistemi di riconoscimento vocale perché ormai hanno raggiunto un livello di performance tale da essere quasi perfetti.

Questa tecnologia è in forte crescita però sta entrando solo adesso nel mercato industriale.

Da qui al 2024 si stima una crescita 10x di l’indotto dato dallo speech e dal voice recognition.

Perciò è chiaro che queste tecnologie la faranno da padrone da qua in avanti per poter scalare con supporto tecnico, con supporto anche alle sales, e a tutte quelle attività dove tipicamente sono impiegati degli operatori totalmente umani.

In conclusione

L’Intelligenza Artificiale in qualcosa di semplice come il suono di un colpo di tosse riesce a trovare un pattern nascosto che l’orecchio umano non avrebbe saputo trovare in autonomia.

Quindi, anche su dati o informazioni che abbiamo con noi da anni, un algoritmo di Intelligenza Artificiale riesce a trovare dei pattern non facilmente reimpostabili all’inizio.

Insomma, l’Intelligenza Artificiale è un po’ più brava degli esseri umani in alcune cose.

E in un mondo dove tanti pensano che l’Intelligenza Artificiale ci porterà via il lavoro e non sarà tanto positiva, questo è un aspetto, un esempio super positivo.

Nel momento in cui ci sarà quest’app e funzionerà, porterà sicuramente dei benefici.