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intelligenza artificiale - lavoro

Come cambierà il mondo del lavoro dopo l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale?

La nostra opinione al riguardo è molto semplice:

Noi speriamo che l’Intelligenza Artificiale collabori con gli esseri umani, che ci tolga i lavori ripetitivi li dia alle macchine, così da permetterci di concentrarci su ciò che amiamo fare sul lavoro e sulla nostra creatività.

E con questo diamo solo un piccolo anticipo a ciò di cui vogliamo parlare nell’articolo, che secondo noi evidenziano anche il cambiamento che sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Ma cominciamo subito.

Abbiamo bisogno dell’Intelligenza Artificiale per essere più creativi in smartworking?

Partiamo da un presupposto.

In un ambiente come l’ufficio siamo più creativi soprattutto grazie agli scambi che riusciamo ad avere con le altre persone, come durante la pausa caffè o anche durante una riunione.

Con lo smartworking, venendo a mancare questo tipo di relazioni, la creatività fa spazio alla produttività e all’efficienza.

E secondo Wired, l’Intelligenza Artificiale applicata allo smartworking sarebbe la soluzione più adatta per non perdere i contatti umani.

Nel senso che potrebbe studiare le interazioni tra colleghi (email, messaggi e così via, in grandi quantità), le abitudini di ognuno, l’umore del giorno e favorire questo livello di incontro, un po’ come fa Netflix quando ci suggerisce i film.

MA.

Da qui a dire che l’Intelligenza Artificiale “favorirà la nostra creatività” mentre facciamo il lavoro da casa, sembra più una trovata di marketing.

E ne abbiamo fatto esperienza anche noi in BlueTensor…

Così come tanti, nemmeno noi siamo fanatici dello smartworking, anzi.

Lo smartworking non fa altro che aumentare il distaccamento sociale, deleterio se si lavora in una squadra.

Lavorare nella stessa stanza, parlare del più o del meno in pausa caffè, fare quattro chiacchiere con il collega a fianco, sono momenti fondamentali per noi esseri umani.

Certo, ci può essere un compromesso a causa della pandemia, ma il team-building e la condivisione delle esperienze a livello fisico dovrebbe esserci sempre.

L’Intelligenza Artificiale potrebbe favorire questo tipo di passaggio allo smartworking totale?

Sicuramente, come diciamo da tempo, l’Intelligenza Artificiale sarà sempre più presente nelle nostre vite, ci darà aiuti e stimoli.

E molto probabilmente ci aiuterà anche a mantenere un certo contatto mentre siamo in smartworking.

Ma per ora possiamo solo stare a vedere.


Il 75% dei Venture Capitalist userà l’Intelligenza Artificiale per decidere gli investimenti nel 2025

Quella percentuale viene da un sondaggio di Gartner sui Venture Capitalists, sui loro problemi e su come l’Intelligenza Artificiale li può risolvere.

In poche parole, utilizzando dati come i fattori di crescita, il tipo di mercato, il valore della start-up, i Venture Capitalist nel 2025 smetteranno di prendere decisioni “umane” riguardo ai propri investimenti, ma inizieranno ad utilizzare l’Intelligenza Artificiale.

Certo, in Italia non ci sono moltissimi Venture Capitalist, e l’argomento non è molto comune in Italia, ma è comunque indice di ciò che succederà nel futuro.

Ricordiamo sempre che gli scambi di Wall Street ormai sono quasi tutti gestiti da algoritmi di machine learning…

Quindi, si presuppone che con un’analisi fatta sulle KPI o altri fattori determinanti, si possa assolutamente dare riscontro previsionale anche con l’Intelligenza Artificiale.

Affidarsi all’Intelligenza Artificiale significa affidarsi ad uno strumento con una capacità di calcolo molto più potente di quella umana per interpretare una grossa quantità di dati che difficilmente un essere umano riuscirebbe ad interpretare, anche usando i più moderni strumenti di data analytics.

Nel mondo finanziario, dove i numeri evidentemente contano, affidarsi all’Intelligenza Artificiale sarà sempre più frequente.

Già oggi, quando un imprenditore si reca in banca per chiedere un finanziamento, quest’ultimo non viene dato in base all’amicizia o alla conoscenza, ma in base al business plan.

La banca poi interpreta questi dati, e sulla base di essi fa delle scelte.

Con l’aumentare dei dati a disposizione, con lo storico dei dati a disposizione, l’Intelligenza Artificiale modellerà ed estrarrà le caratteristiche delle operazioni che hanno avuto tipicamente successo nel tempo.

Questo modello servirà poi per determinare se un’azienda potenziale avrà le stesse probabilità di successo.

Mentre un discorso molto diverso è riuscire a prendere tutte le sfaccettature che rappresentano la start-up, la situazione e l’idea di business…

Questo perché è difficile scavalcare l’esperienza del Venture Capitalist.

Bisognerebbe tenere in considerazione molti fattori, e non tutti sono definibili con delle variabili matematiche precise.

Quando si valuta un investimento non si guarda solo il mercato o il progetto, ma soprattutto alle persone che compongono il team e che portano avanti l’idea fondante, la vision, le potenzialità e così via.

E usare l’Intelligenza Artificiale per prendere una decisione non significa delegare la decisione all’Intelligenza Artificiale, occhio.

L’Intelligenza Artificiale potrà indubbiamente dare un suggerimento, ma a vrà sempre e comunque più peso l’opinione dell’essere umano.


“Le automazioni stanno bussando alla porta”

È un’immagine piuttosto vivida, non credi?

Le automazioni stanno bussando alla porta, e noi che facciamo? Apriamo o no?

A parte gli scherzi…

Il concetto è proprio questo:

Le automazioni stanno permettendo agli imprenditori e ai manager di risolvere i problemi emergenti, ad essere più previdenti, risparmiare denaro, aumentare l’efficienza, migliorare le comunicazioni e non solo…

Le automazioni permetteranno agli imprenditori di concentrarsi sul lavoro strategico e a risolvere problemi che sono derivanti dalla pandemia.

E noi non possiamo che essere d’accordo.

La pandemia, come dicevamo prima, ha forzato la digitalizzazione delle aziende e abbiamo dovuto affrontare la sfida dello smartworking.

E di fronte a questa sfida c’è stata proprio la necessità e la volontà di conoscere le tecnologie che ci permettono di lavorare in questo modo.

In questa situazione lo smartworking è diventato più comune e, a fronte di questo, bisogna (e si DEVE) andare verso alcune automatizzazioni per facilitarne il lavoro…

E adesso le informazioni presenti sulla rete (strutturate o meno) riusciamo a elaborarle con l’Intelligenza Artificiale e a generare le automazioni intelligenti che, in buona sostanza, migliorano da sole.

Digitalizzando sempre di più, riusciremo a rendere il lavoro più efficiente, a produrre di più, a ridurre i costi, ad aumentare la marginalità e a togliere i lavori più ripetitivi ai lavoratori.

Insomma, tutti ne trarranno vantaggio.

Qual è il futuro del lavoro quindi?

Il lavoro cambierà in meglio grazie all’Intelligenza Artificiale.

Le macchine che abbiamo sempre controllato e comandato diventeranno un supporto, un collega, un suggeritore, e quindi non solamente un esecutore.

Questo è inevitabilmente il futuro.

E l’importante, quando si parla di futuro, è saperlo cogliere il prima possibile.

Quindi, se tu hai intenzione di cogliere l’occasione e cavalcare questa onda dell’Intelligenza Artificiale puoi contattarci cliccando QUI.

Verrai ricontattato il prima possibile da uno dei nostri operatori.

A presto!

Jonni