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intelligenza artificiale - videogiochi - atari

Un’Intelligenza Artificiale è riuscita a battere tutti i record “umani” dei videogiochi più difficili di una console Atari.

Ora, anche se queste cose sembrano effettivamente divertenti, in realtà nascondono sempre dei risvolti molto importanti per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.

Per fare un esempio, abbiamo già parlato di MuZero, l’algoritmo di DeepMind che è riuscito a diventare forte a Dama, Scacchi, Go e persino all’Atari senza però aver mai imparato le regole.

Ma quindi…

Che cos’ha di così eccezionale questo nuovo algoritmo?

Intanto, partiamo dal suo nome…

L’algoritmo in questione si chiama GoExplore e ragiona allo stesso modo di un videogiocatore.

Inizia la partita, muore e riparte, cercando di concludere il livello con il maggior punteggio possibile.

L’algoritmo poi ricorda tutti i passaggi che ha fatto finchè non riesce a raggiungere, appunto, il punteggio più alto.

Questo nuovo algoritmo in realtà rivela un nuovo modello di apprendimento che potrebbe essere utilizzato per la creazione di farmaci o nell’apprendimento di un nuovo linguaggio.

Ma soprattutto potrebbe essere utilizzato per l’utilizzo di bracci robotici che vengono ricompensati quando riescono a compiere correttamente un’azione.

Potenzialmente questo renderebbe l’Intelligenza Artificiale ancora più smart perché – secondo il team che l’ha progettato – arriverebbe a risolvere un problema in un colpo solo, invece di tentare di risolverlo ogni volta.

Dovremmo aver paura di questo tipo di Intelligenza Artificiale?

In realtà no.

La prima versione dell’Atari è uscita nel 1972, quasi 50 anni fa.

E oggi abbiamo sistemi in grado di replicare e imparare le strategie di questi giochi e addirittura battere il computer.

Ora, si tratta di giochi in cui le regole erano semplici, per quei tempi.

Perciò non dovrebbe impressionarci sapere che l’Intelligenza Artificiale sia riuscita a surclassare videogiochi vecchi di mezzo secolo…

Le regole sono fisse, perciò un essere umano a furia di provare riesce ad arrivare alla fine del livello.

Ipotizzando un ambiente o un percorso controllato, l’Intelligenza Artificiale, apprendendo le regole, arriverà ugualmente al miglior risultato possibile.

Discorso diverso sarebbe nel caso in cui le regole non fossero così precise e, soprattutto, concise.

Quindi, a che pro spaventarci?

Forse dovremmo pensare più al fatto che i bracci robotici possono essere addestrati dagli algoritmi…

Questi algoritmi richiedono sempre meno sforzo computazionale e vengono addestrati in base anche al proprio “giusto” comportamento.

Quindi, quale sarà il futuro di questi algoritmi?

Evolveranno sempre più velocemente e troveranno applicazioni nel mondo dell’industria.

Anzi, considerate le ultime evoluzioni, lo possiamo dire: ci impiegheranno molto meno tempo di quello che crediamo ad entrare nell’industria.

Un’Intelligenza Artificiale che vince ai videogiochi dell’Atari, una

Gli algoritmi hanno sempre meno bisogno di dati, il che fa tutta la differenza del mondo sulla velocità di automazione, di apprendimento e anche di aggiornamento.

E più evolveranno questi algoritmi, più evolverà anche la possibilità di utilizzarli in situazioni sempre più difficili – come i rover sui pianeti che devono muoversi in autonomia.

Morale della favola: ci saranno sempre più algoritmi anche nel mondo dell’industria.

Questo significa che con ogni probabilità entreranno anche nella tua industria, se sei un imprenditore o un manager…

Per non farti trovare impreparato, puoi richiedere una demo a noi di BlueTensor cliccando QUI.

Verrai ricontattato il prima possibile da uno dei nostri operatori.

A presto,

Jonni