Choose Colour style

intelligenza artificiale - robot - rubare lavoro

Quali sono i lavori che i robot e l’Intelligenza Artificiale potrebbero rubare in futuro?

Abbiamo parlato in lungo e in largo di robot, di Robot Processing Automation e quant’altro, e abbiamo anche anticipato alcune questioni prima che lo facessero le grandi testate.

Ma adesso il grande pubblico si sta in qualche modo “svegliando”.

Cioè, la domanda che ci si pone adesso non è più “i robot ci ruberanno il lavoro?”, ma…

“Siamo sicuri che i robot toglieranno solo i lavori ripetitivi?”

A noi fa piacere che il mondo generalista si faccia questa domanda, perché comunque il mondo va avanti (ed è sempre meglio rimanere al passo).

Ma allo stesso modo questa domanda apre ulteriori interrogativi a cui, secondo noi, è meglio dare una risposta il prima possibile.

Quindi, seguendo questo tipo di ragionamento…

Quali sono i lavori che effettivamente verranno “rubati dai robot”?

Andiamo dritti al punto.

Con ogni probabilità, saranno due le tipologie di lavoro che verranno “rubate”.

La prima è quella dei lavori manuali, fatti da operatori su linee di produzione, i quali sono estremamente usuranti.

Tutt’oggi nel 2021, nei grossi centri di smaltimento, si possono vedere 7-8 operatori in fila che manualmente fanno la cernita dei rifiuti.

Ecco, questo tipo di lavoro verrà sostituito, per fare un esempio, da sistemi che fanno un controllo qualità automatico, o da sistemi che fanno la selezione per le linee di riciclaggio.

Stessa cosa si può dire delle acciaierie, in cui troviamo operatori che fanno la cernita dei materiali.

Si tratta di operazioni complesse in ambienti dove il corpo è sottoposto a condizioni di lavoro molto rischiose per la salute, oltre ad essere ripetitivi e usuranti.

Fortunatamente l’automazione industriale esiste da tempo, perciò queste tipologie di lavori hanno iniziato a passare alle macchine diversi decenni fa.

Adesso invece viene aggiunto un grado di “intelligenza” in più alle linee di automazione, che permette di eliminare una volta per tutte dei lavori comunque usuranti che fino ad oggi venivano svolti da persone fisiche.

L’altra categoria è quella dei lavori che tipicamente si crede siano (e saranno) sempre prerogativa degli uomini.

Tra questi ci sono i lavori in cui c’è bisogno di interpretare grossi quantitativi di testi o generare anche dei testi in gran parte standardizzati, come un documento di valutazione di rischi.

Stiamo parlando di attività legate a figure professionali come ingegneri, avvocati e contabili, non dell’operatore di basso profilo che fa un’operazione più manuale.

Con l’evoluzione esponenziale degli algoritmi legati al Natural Language Processing di questi ultimi anni, di fatto questi ambiti stanno vivendo una vera e propria rivoluzione.

Ci sono un sacco di novità a tal proposito, per cui stanno arrivando sul mercato una serie di sistemi di supporto alla generazione di testi specialistici che vengono addestrati sulla base di grossi quantitativi di testi scritti.

I quali, in ultima istanza, replicano l’attività dell’operatore professionale.

Quindi, anche i lavori che un tempo erano considerati “sicuri” come l’ingegnere o l’avvocato saranno sostituite da sistemi che faranno gran parte del loro lavoro più ripetitivo.

I robot e l’Intelligenza Artificiale ci sostituiranno del tutto?

Questa tecnologia – l’Intelligenza Artificiale – prima o poi ci affiancherà in qualsiasi aspetto della nostra vita.

E prima o poi i modelli di machine learning e deep learning inizieranno anche a proporre soluzioni che l’uomo non riesce ad individuare, magari in maniera molto più veloce.

Ma va anche sottolineato che, per quanto si cerchi di simulare il comportamento umano, siamo ancora molto lontani dalla copia perfetta dell’essere umano.

Un’Intelligenza Artificiale non riesce a riconoscere un oggetto visivo e contemporaneamente costruire un testo di senso compiuto, come farebbe il cervello umano.

O forse sarebbe meglio dire “non riesce ancora”?

La Robotic Process Automation è una scienza che ha ancora molto da dare, e una cosa che ci spaventa molto è la sensazione di non averne il controllo.

Come ci si sente di fronte alla versione reale di Robocop o Terminator?

Non è molto rassicurante, vero?

Beh, per nostra fortuna abbiamo trovato il modo di esplorare i “pensieri” di queste menti sintetiche.

Un robot potrebbe quindi decidere di disobbedire agli ordini che gli vengono dati da un operatore?

I ricercatori dell’Università di Palermo hanno insegnato ad un robot intelligente a preparare la tavola secondo le regole del galateo.

Questo più o meno rientra nelle capacità di un robot guidato da un modello di Intelligenza Artificiale.

Gli si insegnano le regole, e lui le segue. Fine.

È un compito semplice per lui.

Il compito comincia ad essere difficile per lui quando gli si chiede di violare le stesse regole che gli abbiamo dato.

Per comprendere questo fenomeno, i ricercatori hanno dato la possibilità al robot di “vocalizzare” i propri pensieri.

Quindi, compieva l’azione – preparava la tavola – e allo stesso tempo spiegava perché andava a compiere quest’azione.

Qui entriamo un attimo nella nostra discussione che spesso portiamo avanti su modelli black-box e white-box.

Nel caso delle black-box, noi non possiamo sapere i passaggi che avvengono all’interno del modello di Intelligenza Artificiale.

In questo caso possiamo dire di essere presenti, presuppongo in un modello di white-box, per cui i vari passaggi mentali del modello vengono vocalizzati, quindi spiegati nel linguaggio umano.

La cosa si è rivelata molto interessante.

I ricercatori hanno chiesto a questo robot di mettere il tovagliolo sul tavolo invece che sul piatto, invitandolo a violare una regola del galateo da loro insegnata.

E il robot cos’ha fatto?

Ha detto che probabilmente “l’operatore si era confuso”, perché quell’azione non rientrava nelle condizioni che lui aveva imparato.

Alla fine, sopra le regole è valsa la volontà del robot di seguire la richiesta dell’operatore e di fatto il tovagliolo è stato messo sul tavolo.

Quindi, di fatto, siamo ancora noi esseri umani ad avere l’ultima parola.

In questo esperimento viene sicuramente alla luce il fatto che il robot era pronto a violare le regole che gli sono state insegnate per seguire l’ordine dell’operatore.

Questo pone sicuramente un po’ di luce sul fatto che noi abbiamo ancora il controllo su questi modelli semplici.

Chi dovrà prendersi la responsabilità di questo passaggio ai robot nel mondo del lavoro?

Partiamo dal presupposto che questa è l’evoluzione della specie.

Se una volta l’uomo andava a caccia con la clava, oggi va a caccia con altri strumenti.

Sono migliorate le condizioni di vita, e quindi abbiamo nuovi strumenti che permettono di fare cose ancora più straordinarie.

L’uomo si evolverà progettando Intelligenze Artificiali che gli permetteranno di vivere meglio.

Per il resto, tutte le ricerche dimostrano che ci saranno tanti lavori che verranno sostituiti con lavori a più valore aggiunto, mentre aumenteranno lavori dove è richiesta una professionalità maggiore, ad esempio per programmare i robot.

Starà nella responsabilità di tutti essere protagonista di questa evoluzione e non subirla in alcun modo.

Ma la prima responsabilità va ad imprenditori e manager.

Secondo noi di BlueTensor inserire i robot per sostituire lavori rischiosi per la vita delle persone dovrebbe essere un dovere.

Quindi, se sei pronto a vedere che cosa possono fare i robot per la tua azienda, è sufficiente che ci chiami al numero verde 800-270-021.

O in alternativa puoi compilare il modulo di contatto QUI.

Un nostro operatore ti contatterà non appena possibile.

A presto!