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L’impatto negativo che il Coronavirus ha avuto sull’industria è sotto gli occhi di tutti.

Infatti, l’economia si è fermata (quasi) totalmente.

I primi che ne hanno sentito l’effetto sono state le attività collegate al turismo, e via via anche tutti gli altri settori considerati “non essenziali”.

In questo momento, a meno che tu non sia un imprenditore impegnato 24 ore su 24 a produrre mascherine o respiratori per il sistema sanitario, ne starai sentendo gli effetti.

Ma se può consolarti, anche all’estero non sono messi meglio…

Al momento più di 3 milioni di americani hanno richiesto il sussidio di disoccupazione.

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Ora, analizzare i numeri è importante, ma non è questo il nostro obiettivo, soprattutto perché è difficile valutare la reale perdita a livello mondiale.

Perciò riduciamo il nostro discorso alla nostra Italia.

L’Italia è uno dei primi paesi dopo la Cina che ha subìto questo blocco, ma sarà anche il primo a uscirne.

E nel momento in cui l’economia italiana ripartirà, succederà la stessa cosa anche all’estero.

Da grandi crisi ci sono sempre grandissimi cambiamenti e questo è un evento sicuramente drammatico per le aziende.

Ora come non mai l’imperativo è quello di focalizzarsi su cosa possiamo trarne di buono.

Ora dobbiamo cercare di trarre qualche vantaggio dagli aspetti positivi.

Uno di questi aspetti positivi, per esempio, è che la tecnologia sta dimostrando di avere un ruolo fondamentale nella battaglia al coronavirus

Le aziende di software stanno proponendo soluzioni per cercare di fermare la diffusione del Coronavirus.

Ci sono veramente tante soluzioni sul mercato, ed è bellissimo vedere anche che tutte queste aziende si stanno impegnando insieme.

Ma che ruolo sta avendo l’intelligenza artificiale in questo momento?

È una questione molto interessante.

L’attuale livello di tecnologia dell’intelligenza artificiale, nello specifico del deep learning, ha molte possibilità e potenzialità in varie applicazioni.

Già possiamo vederne gli effetti nella nostra vita reale, con piccoli aiuti nella messaggistica, risponditori automatici e anche con gli assistenti vocali come Google Now, Cortana, Siri o Alexa.

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Questa presenza dell’intelligenza artificiale nelle nostre realtà è ancora più marcata in questo periodo in cui si è chiamati ad affrontare una pandemia improvvisa.

L’intelligenza artificiale è una delle alleate in prima linea per combattere la diffusione del coronavirus.

Era una tecnologia che stava crescendo e applicata in questo contesto ci sta dando tuttora grandi aiuti.

Un esempio viene dalla Cina che proprio in questo momento sta uscendo dalla pandemia.

Naturalmente lì la privacy ha un valore più basso rispetto al benessere dello Stato.

Per questo motivo, in Cina c’è una grande raccolta di dati personali e ogni movimento dei cittadini viene registrato e controllato.

Quindi, ci sono grandi quantità di dati che possono essere elaborati e strutturati per allenare le intelligenze artificiali.

Questo dà sicuramente dei grossi vantaggi, perché la Cina può permettersi di usare l’intelligenza artificiale ad un livello molto più alto rispetto al mondo occidentale.

Al momento si sta ragionando sull’abbassare il livello di guardia della privacy proprio per questioni di emergenza.

Non è escluso che anche da noi la situazione possa cambiare, considerato il livello imbarazzante in cui ci troviamo. 

Per esempio, in questo momento si fa fatica ad accedere all’attrezzatura di persone disperse con lo smartphone.

Per noi è scandaloso, soprattutto mentre lì in Cina hanno controllato tutto quello che potevano per fermare il virus.

Riportiamo alcuni esempi di quello che hanno fatto in Cina.

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Alibaba, il grande e-commerce cinese, ha integrato l’intelligenza artificiale per velocizzare l’analisi delle TAC.

Nel momento in cui vengono vengono fornite le TAC del paziente ipoteticamente positivo, queste TAC vengono analizzate in 20 secondi dall’intelligenza artificiale.

Il risultato ha un’accuratezza del 96% sulla presenza o non presenza del virus nel paziente.

Questo naturalmente velocizza tutta la parte di gestione dei casi positivi rispetto a una normale situazione con i nostri tradizionali tamponi.

In 20 secondi sai già come gestire il paziente positivo.

L’operatore telefonico principale della Cina, China Mobile, ha aperto i dati di tracciamento dei suoi utenti per condividerli al governo.

In questo modo, attraverso i big data e con gli algoritmi di intelligenza artificiale, il governo può tracciare e monitorare le persone.

Di conseguenza, la raccolta di dati serve per riuscire a dividere chi è positivo da chi non è positivo, garantendone di fatto la quarantena in loco.

Il sistema di rilevamento temperatura di Sensetime, una delle principali società di intelligenza artificiale in Cina, è stato aggiunto a buona parte delle telecamere della metropolitana e dei luoghi pubblici a Pechino e Shanghai.

Questo permette di recuperare la temperatura delle persone da remoto senza bisogno di intervenire direttamente con dei controlli ad ogni stazione.

C’è da dire che queste applicazioni nel mondo reale dell’intelligenza artificiale sono solo una parte delle potenzialità di questa tecnologia.

Difficilmente nel mondo occidentale sarà possibile applicarli in modo così massiccio.

Per la questione della privacy, comunque c’è da considerare le libertà individuali che in Occidente sono ancora considerate un grande valore.

In Occidente c’è stata più una diffusione delle tecnologie che usavamo noi “tecnologici” a tutti i livelli – dalle videochiamate, alle chat di lavoro, per non parlare delle app per il food delivery – e ora tutti iniziano a usarle e capirne la qualità..

Sarà difficile tornare indietro perché anche questa diffusione della tecnologia è un primo cambiamento che non sarà facile da metabolizzare immediatamente.

Al contrario in Cina, sostanzialmente i sistemi per combattere il coronavirus sono basati sul sistema di riconoscimento del Covid-19, quindi su sistemi di Computer Vision.

L’analisi di grosse quantità di dati è relativa allo spostamento degli utenti, al riconoscimento dei volti se le persone indossano la maschera, o il rilievo della temperatura.

Anche noi di Bluetensor abbiamo pensato di mettere a disposizione le nostre competenze.

Noi siamo focalizzati sulla creazione di intelligenze artificiali applicate al mondo del business e dell’industria, quindi tipicamente le nostre soluzioni sono orientate a far produrre e vendere di più, così da far crescere i profitti delle aziende.

È chiaro che gli algoritmi che stanno alla base di questi sistemi sono facilmente applicabili anche in altri contesti.

Il contributo che stiamo dando in questo senso è stato quello di sottoporre al Governo una proposta per il monitoraggio dell’epidemia attraverso tecniche produttive basate sull’Intelligenza Artificiale.

Si tratta di un sistema in grado di analizzare tutti i dati acquisiti attraverso varie fonti per predire e fornire sistemi di supporto alle decisioni, finalizzato a dare le pratiche più probabili per il contenimento dell’epidemia.

È chiaro anche che questo tipo di sistemi, per essere in grado di analizzare quantità impressionanti di informazioni, devono essere realizzati con l’intelligenza artificiale.

Difficilmente si potrebbero realizzare con altri metodi.

Dopo tanti anni abbiamo i dati che servono per utilizzare l’intelligenza artificiale e sicuramente è una delle occasioni per dimostrare le potenzialità di questa tecnologia.

Oltre ai dati mi verrebbe da dire anche l’hardware in grado di processarle, quindi la performance delle macchine che sono in grado anche di elaborarle e dare dei risultati in tempi relativamente brevi.

Come stiamo vedendo noi nell’andare avanti nella nostra validazione dell’hardware per le varie soluzioni che adottiamo in ambito industriale, anche il mercato dell’Intelligenza Artificiale sta crescendo con un occhio molto attento alle necessità e alle varie applicazioni.

Credo che sia necessario, e molti si sono resi consapevoli che è veramente importante pianificare i giusti cambiamenti in questo senso.