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In questo articolo parleremo di un tema caldissimo che riguarda l’Intelligenza Artificiale.

Tutto deriva da una frase che abbiamo sentito molto spesso in questi ultimi tempi.

“L’Intelligenza Artificiale ci ruberà il lavoro!”.

Tirando fuori un po’ di statistiche prima di addentrarci nell’argomento…

1 italiano su 3 è convinto che nei prossimi 5 anni l’Intelligenza Artificiale gli ruberà il lavoro.

Che è come dire che l’Intelligenza Artificiale ‘ruberà’ circa un terzo dei posti di lavoro in Italia. 

Insomma, gli italiani non vedono bene l’intelligenza artificiale se relazionata al mondo del lavoro.

Ma quindi, è vero che l’Intelligenza Artificiale ci ruberà il lavoro?

È una buona domanda.

In realtà noi esseri umani abbiamo sempre paura che la tecnologia ci ruberà il lavoro.

Ogni rivoluzione industriale si è lasciata dietro un sacco di lavori obsoleti… 

Prima esistevano mansioni come “il raddrizzatore di birilli da bowling”…

Solo che è da diversi anni che questa cosa non succede…

Durante la rivoluzione informatica degli anni ’70, la tecnologia si affiancava all’uomo per migliorare e rendere più produttive le attività.

Quindi, tecnicamente, non rubava il lavoro a nessuno.

Ora, con l’Intelligenza Artificiale ci si aspetta che l’intervento umano verrà in gran parte sostituito.

Quindi, la preoccupazione è più legittima.

Ma conviene partire da un presupposto per rispondere a questa domanda così complessa.

Noi esseri umani conviviamo con l’Intelligenza Artificiale già da parecchi anni.

Secondo uno studio fatto su un campione di 4000 persone sull’utilizzo e l’intelligenza artificiale ci conviviamo anche senza saperlo.

Secondo il sondaggio, in percentuale:

► il 60% degli intervistati ha usato Google Maps e simili;

► il 45% ha usato correttori automatici;

► il 35% ha usato assistenti virtuali come Alexa o Siri.

Fin qui tutto normale: sono software che utilizziamo tutti i giorni, chi più chi meno.

E ognuno di questi ha, alla sua base, un’Intelligenza Artificiale.

La cosa interessante di questo studio è che tutti gli intervistati hanno dichiarato di non aver MAI interagito con un’Intelligenza Artificiale.

Significa che quando usiamo Google Maps nessuno è consapevole di utilizzare un’Intelligenza Artificiale!

Questo è per sottolineare ancora una volta che alcuni hanno paura dell’Intelligenza Artificiale, ma in realtà già ci conviviamo da tempo.

Lo stesso studio parla anche di altre credenze: il 67% delle aziende crede che l’Intelligenza Artificiale eliminerà dei posti di lavoro, mentre il restante crede che li aumenterà.

Di fatto, che ci crediamo o no, secondo questo stesso studio…

A partire dal 2020, l’Intelligenza Artificiale creerà più lavori rispetto a quelli che verranno eliminati.

Per cui, come succede in ogni epoca, l’innovazione rende obsoleti determinati mestieri mentre contemporaneamente ne crea degli altri.

In questo caso si creeranno tanti posti di lavoro a valore aggiunto che sostituiranno posti attualmente impiegati da lavori di bassa manovalanza, ripetitivi e in condizioni non ottimali.

Quindi, la tendenza da qui in avanti è che i posti di lavoro aumenteranno!

Nelle aziende nostre clienti, dove abbiamo introdotto sistemi di Intelligenza Artificiale, il personale è stato reimpiegato in mansioni a più valore aggiunto.

C’è da dire che il personale era, in un modo o nell’altro, disposto ad accogliere il cambiamento.

Mentre se le persone sono particolarmente chiuse ai cambiamenti, faranno comunque fatica a ritrovare una ricollocazione in azienda, (soprattutto se l’azienda ha in previsione di ridurre l’organico).

Se però queste persone avranno la voglia e la capacità di mettersi in gioco, allora queste persone serviranno sempre.

Soprattutto perché in questo momento l’Intelligenza Artificiale sta arrivando e i governi non sono unanimi nelle decisioni…

In quest’ultimo periodo – caratterizzato dalla lotta al coronavirus – sappiamo che in Cina è stata introdotta l’Intelligenza Artificiale per il monitoraggio dei contagi.

(Cosa che peraltro abbiamo affrontato anche in un precedente articolo). 

Ma in realtà la Cina ha introdotto l’Intelligenza Artificiale già da tempo, perché le barriere etiche lì sono molto più basse.

Per esempio, in Cina le forze dell’ordine utilizzano degli occhiali a realtà aumentata per riconoscere in automatico eventuali criminali.

In altri Stati le barriere etiche sono molto più alte.

Ad esempio, l’anno scorso a San Francisco le autorità di vigilanza hanno votato contro l’uso di sistemi di face recognition da dare alla polizia per la ricerca di sospetti criminali.

E questo ha fatto molto rumore in uno Stato tecnologicamente avanzato come gli Stati Uniti…

Questo per dire che nel mondo troviamo veramente delle situazioni molto diverse fra loro.

C’è da dire che l’Intelligenza Artificiale è solo uno strumento, la differenza in ambito etico la fa il ‘come’ viene utilizzato.

Quali possono essere gli scenari possibili per il futuro?

Parlando in generale, abbiamo di fronte 3 diversi scenari.

1. Intelligenze Artificiali piccole e specializzate che ci aiutano nelle mansioni di tutti i giorni

La cosa da tenere presente è il nostro rapporto con la tecnologia.

Abbiamo sempre paura, abbiamo difficoltà ad interpretarla e ad interagirci.

Infatti solo adesso i media hanno iniziato a parlare tanto di Intelligenza Artificiale, eppure ci conviviamo da anni.

Fino ad oggi gli abbiamo dato solo nomi diversi come Google Maps, Waze, Siri, Alexa, correttore automatico

Nomi così nascondono algoritmi e interazioni complesse che fanno riferimento all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Per capirci, le analisi dei dati di Google Maps vengono affidate all’Intelligenza Artificiale, così come la loro interpretazione.

Quindi, l’Intelligenza Artificiale convive con noi ormai da anni.

Solo adesso (com’è giusto che sia) abbiamo fatto entrare l’Intelligenza Artificiale dalla finestra – anche se alcuni hanno comprato Alexa e l’hanno piantata nel soggiorno senza sapere esattamente cosa ci fosse dietro.

Concettualmente Alexa è un’Intelligenza Artificiale che esegue i nostri comandi, li interpreta e con il tempo gli sviluppatori la miglioreranno.

Quindi, abbiamo già a che fare con degli assistenti che possono aiutarci nel vivere, ma sono sono molto piccoli e spesso sbagliano, come le ‘famose’ traduzioni di Google Traduttore.

Ma stiamo parlando di “giochetti” rispetto a quello che può fare davvero l’Intelligenza Artificiale.

Queste tipologie di Intelligenza Artificiale sono rivolte alla maggioranza della popolazione – non ad attività produttive o scientifiche, che appunto usano macchine specializzate.

E questo ci porta allo scenario n°2:

2. Intelligenze Industriali specializzate che possono sostituire il lavoro umano

All’interno di un ciclo produttivo non è importante avere un’interazione vocale…

È più importante avere un braccio robotico o un sistema di produzione che riconosca i propri errori e li corregga in autonomia.

Alle attività produttive servono sistemi che producano oggetti, che li osservino, che facciano un controllo di qualità e intervengano per migliorarli.

E anche queste sono Intelligenze Artificiali che hanno dei limiti, perché sono ultra-specializzate in uno specifico compito.

Sono proprio queste Intelligenze Artificiali che al momento stanno facendo paura ai lavoratori, perché potrebbero diminuire i posti di lavoro.

Anche se la loro paura è legittima, è una mezza verità…

Come abbiamo visto, l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nel migliorare il risultato finale dell’azienda ha portato queste persone ad essere, di fatto, più qualificate.

Questo perché i pattern ripetitivi sono un peso per un dipendente che arriva con un certo livello di istruzione nel mondo del lavoro e che, giustamente, non si aspetta di fare lavori ripetitivi.

Anche per lo stesso datore di lavoro è un peso perché quel dipendente non riesce a dare il 100%.

Spesso ci confrontiamo con persone che non hanno mai pensato ai problemi che l’Intelligenza Artificiale può risolvere.

Quindi, si stupiscono che le operazioni più ripetitive possano essere automatizzate.

Ma anche queste sono situazioni in cui l’Intelligenza Artificiale è limitata sia per capacità tecniche sia per volontà degli sviluppatori ad un lavoro specifico.

Qui naturalmente sarebbe il mondo ideale in cui abbiamo delle parti di lavoro gestita dalle persone umane ed una parte di lavoro gestita dagli algoritmi, dall’automazione, dalle macchine.

In questo caso non si creerebbe una concorrenza, ma una collaborazione proficua per entrambi.

E con il termine “concorrenza”, passiamo all’ultima scenario.

3. Intelligenze Artificiali alla ‘Terminator’.

In questo scenario abbiamo macchine così intelligenti e specializzate che prendono il sopravvento sugli esseri umani.

Diciamo che questa situazione è abbastanza lontana nel tempo, perché le capacità tecniche ancora non le abbiamo…

Questo scenario è più oggetto di congetture, infatti.

Naturalmente uno sviluppo tecnologico così ampio e profondo ci sta spaventando.

Al momento non abbiamo tante informazioni, ma secondo te, quando è stata scoperta l’elettricità, quali erano le opinioni delle persone?

A prescindere da quello che pensavano, come puoi vedere, ormai siamo completamente legati all’elettricità e non riusciamo più a farne a meno.

Ormai la nostra vita dipende più dall’elettricità che non dal sole.

Per concludere, questo scenario catastrofico necessita di molta tecnologia, di molti studi ed è tutt’ora impensabile che ci si arrivi.

Naturalmente, come tutte le tecnologie, non è neanche lo stato di avanzamento tecnologico, quanto l’uso vero e proprio che non si fa.

Per quanto i fini siano nobili, si finisce sempre per utilizzare la stessa tecnologia per fare qualcosa di meno nobile.

Per esempio, il riconoscimento attraverso immagini o satelliti di edifici, per capire e migliorare la gestione del calore in casa, si fa con Intelligenza Artificiale, si fa con algoritmi di Machine Learning…

Allo stesso tempo, gli stessi algoritmi vengono usati dai droni nelle guerre per trovare cosa attaccare!

In conclusione, la tecnologia può avanzare ma è sempre l’utilizzo che fa la differenza.

Un Caso Studio in cui in cui l’Intelligenza Artificiale faceva paura ad un’azienda…

Dovevamo creare un sistema di object detection basato su delle immagini.

Sostanzialmente, gli oggetti prodotti venivano fotografati e poi i dipendenti dovevano ripassare le immagini per trovarne i difetti.

E ogni oggetto aveva 3000 immagini da analizzare…

Ora, abbiamo introdotto un nostro algoritmo e la situazione è cambiata molto.

Il modello di Intelligenza Artificiale è stato trainato a riconoscere le anomalie.

Poi in fase di produzione, le anomalie vengono analizzate e viene fatto un riassunto delle 3000 immagini, lasciando poi all’operatore le anomalie più critiche.

Dopo un anno di raccolta dati, l’Intelligenza Artificiale dà un suggerimento all’operatore, dicendo dove si trova l’anomalia e qual è il suo livello di criticità.

Poi l’operatore di fatto avvalla la proposta fatta dall’Intelligenza Artificiale, e la risposta dell’operatore diventa parte del training successivo.

Quindi, alla fine, c’è proprio un’operatività tra l’uomo e la macchina che ha permesso di valorizzare il lavoro stesso del personale.

Il loro lavoro è passato di grado perché l’analisi è passata all’Intelligenza Artificiale, mentre loro sono diventati gli esperti che validano i risultati dell’analisi.

Da soldatini che controllano oggetti, sono diventati esperti di training dell’Intelligenza Artificiale.

In poche parole, adesso sono loro ad addestrare l’Intelligenza Artificiale…


Un consiglio per gli imprenditori 

Formatevi, studiate, andate a fondo.

Non fermatevi mai su tutte le cose negative, sugli aspetti critici.

Andate a cercare come potrebbero essere superati determinati ostacoli.

In rete c’è tanto materiale, e ci siamo anche noi di BlueTensor che cerchiamo di uscire con dei contenuti di valore su questi temi.

Per cui il consiglio è: cercate di non fermarvi alle obiezioni, ma andate oltre.

Non abbiate paura dell’Intelligenza Artificiale.

La stiamo già utilizzando, anche se non viene definita come Intelligenza Artificiale.

Tutto ciò che sul cellulare o sul computer ci sta semplificando la vita, dietro ha un algoritmo che sicuramente riesce a sopperire alle nostre necessità.


Dove puoi trovarci?

Puoi prenotare una consulenza gratuita con noi cliccando QUI.

Oppure puoi telefonarci al numero verde 800 270 021, e noi saremo disponibili a dare informazioni su come implementare un sistema di computer vision.

A presto!