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Siamo arrivati alla fine di questo 2020…

E il 2021 sarà molto probabilmente un anno fondamentale per l’Intelligenza Artificiale, soprattutto se applicata al business.

Questo perché il 2020 – caratterizzato dalla pandemia da Covid e dai lockdown – ha dato un’accelerata incredibile al processo di trasformazione digitale.

Infatti, secondo un sondaggio a livello globale è stato registrato un utilizzo più massiccio dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle aziende.

Su 350 aziende che sono state intervistate – Stati Uniti, Inghilterra, India e Cina – il 32% di queste ha registrato un utilizzo più massiccio dell’Intelligenza Artificiale.

Il 51% di queste ha anche previsto di accelerare lo sviluppo delle soluzioni applicate.

Perciò, vediamo quali sono i trend secondo le grandi testate giornalistiche e le riviste di settore.

1. La Robotic Process Automation (RPA) vs. i lavori ripetitivi e usuranti

Che cos’è l’RPA?

La Robot Process Automation rappresenta tutte quelle automazioni che hanno a che fare con alcuni aspetti del software o alcune operazioni che vengono fatte manualmente.

Facciamo un esempio semplice che rende meglio il concetto.

Se devo fare il check-in in un albergo, prendo la carta d’identità e la do al receptionist, il quale la prende e inserisce i miei dati all’interno del software aziendale. Dopodiché da quel software deve fare delle altre operazioni (registrare i dati, avvisare il personale, eccetera).

Ecco, un software di RPA automatizza questo processo.

Nel senso che è sufficiente fare la scansione della carta d’identità e il software riconosce la foto e i dati anagrafici, e registra tutto in automatico.

Questo tipo di software toglie gran parte del lavoro ripetitivo e a basso profilo di inserimento dati (“data entry” è il termine tecnico).

Quindi, con Robotic Process Automation non intendiamo precisamente il “robot” come ce lo immaginiamo noi, ma tutta una serie di strumenti – sia hardware che software – che vengono utilizzati per automatizzare i processi.

Ora, il Trend è il seguente…

Le aziende si stanno interessando ll’RPA e all’automazione perché spinte soprattutto dalla pandemia e dal conseguente lockdown.

L’obiettivo delle aziende sarebbe da una parte togliere ai dipendenti i lavori più usuranti e impedire che in un futuro lockdown le aziende siano costrette a bloccare la produzione per mancanza di personale umano.

Questa è un’opportunità molto interessante…

Sostituire con un robot software tante operazioni di basso profilo, ripetitive e usuranti, significa accelerare i processi, oltre a poterli replicare più facilmente.

Questo significa che automatizzando determinati processi i dipendenti potrebbero perdere il lavoro?

La risposta è sì, ma anche no.

In generale, il concetto di lavoro deve essere rivalutato.

Una volta alcuni lavori venivano fatti manualmente, oggi vengono fatti dalle macchine.

Non per questo qui lavoratori hanno smesso di esistere, ma sono stati portati verso lavori a più valore aggiunto.

Per fare un esempio, che cosa dovremmo dire oggi se un operatore umano ci mettesse una settimana a rispondere ad un’email?

Ma ben venga l’Intelligenza Artificiale che velocizza questi processi!

Il software legge l’email e la interpreta per rispondere in automatico, o almeno predispone la risposta per l’operatore umano. Fine!

Stiamo parlando di software automatici che possono imparare in base a quello che vedono o leggono, e a ciò l’operatore gli insegna – come se quest’ultimo avesse un apprendista -, e che PIANO PIANO sostituisce il lavoro ripetitivo dell’utente.

Insomma, non è neanche una cosa che potrà avvenire da un momento all’altro.

Poi, dal nostro punto di vista, questa è un’evoluzione come quella che c’è stata durante la rivoluzione industriale.

Sarà un ennesimo passaggio, un nuovo cambio ideologico, un nuovo modo di affrontare il lavoro.

Stiamo affrontando l’evento in cui le macchine diventano intelligenti, percepiscono il proprio lavoro e prima o poi i lavori più semplici e ripetitivi – che non danno valore aggiunto – verranno sostituiti dall’Intelligenza Artificiale, la quale sposterà verso l’alto il valore aggiunto dell’essere umano.

Ciò che bisogna comprendere è che questa tecnologia continuerà ad avanzare, a prescindere da ciò che facciamo. 

2. L’Artificial Intelligence of Things (AIoT)

Il termine AIoT deriva in parte da IoT, cioè Internet of Things.

L’Internet of Things o “Internet delle Cose” è un insieme di tecniche che permettono di connettere alla rete Internet dei dispositivi che normalmente non sono connessi, come la lavatrice, il forno a microonde, il frigorifero…

Nel settore industriale, l’IoT lo vediamo nelle macchine automatiche, cioè oggetti che vengono posizionati in maniera adiacente alle linee di produzione e servono a monitorare i parametri della linea stessa, oppure raccogliere velocemente dati. 

Bene, se sostituiamo l’Intelligenza Artificiale all’Internet, abbiamo AIoT, appunto, l’Intelligenza Artificiale applicata alle cose, agli oggetti fisici.

Un esempio fra tutti – ora molto conosciuto – è Alexa, oppure Google Home.

Secondo alcune dichiarazioni di esperti, i sistemi di AIoT possono compiere azioni sui dati che monitorano, come chiudere automaticamente le porte, ridurre la temperatura dell’aria nelle abitazioni, spegnere le luci (se parliamo di Smart Home), oppure ridirezionare il traffico (se parliamo di Smart Mobility).

Secondo Gartner, la società di advisory più importante del mondo – nel 2022 vedremo un aumento delle applicazioni di automazioni nelle grandi aziende, con risultato un’aumentata produttività.

Secondo un sondaggio fatto dall’IEEE, il 14% dei CIO e dei CTO a livello mondiale stanno investendo nelle AIoT.

Ora, dobbiamo considerare che il passaggio all’AIoT non è ancora avvenuto ed è comunque delicato e pieno di scogli.

Per avere l’Intelligenza Artificiale sull’IoT serve hardware (primo scoglio) e potenza di calcolo (secondo scoglio).

Per spostare un chip dedicato all’Intelligenza Artificiale più vicino possibile al device significa avere la potenza di calcolo di un server anche per piccole operazioni.

Continuare a mandare una mole di dati che devono essere lavorati significa anche aspettare una “lunga” risposta dall’Internet.

Con i chip di Intelligenza Artificiale si migliorano le performance e i consumi, portando dei risultati interessanti.

Per di più bisogna aggiungere il problema della rete Internet…

Infatti, se tu stacchi Internet da casa, allora Alexa non funziona più.

Mentre con un chip dedicato di Intelligenza Artificiale, delle risposte conosciute possono essere fornite dall’analisi vocale della tua voce anche senza la connessione perenne ad Internet.

Esistono già sul mercato anche degli Smartwatch che danno la possibilità di eseguire delle analisi di Intelligenza Artificiale senza bisogno di Internet, senza essere connessi, anche con una limitata potenza energetica.

Per comprendere, per esempio, la differenza tra una corsa e una camminata vengono usati dei chip a basso consumo.

3. Data & Cyber Security

La privacy diventerà un argomento cruciale per il 70% delle aziende che fanno utilizzo di grandi quantità di dati, non per forza personali.

Questa cosa rappresenta un problema sia per le persone che si vedono in qualche modo colpite nella propria privacy, sia per le aziende che devono adeguarsi alle leggi per evitare cose come il GDPR.

Per fare un esempio, la British Airways ha ricevuto 300 milioni di euro di multa…

Il GDPR è stata una ghigliottina, ma è arrivata a fronte di una richiesta pressante di sicurezza e di privacy, dato che con l’aumento dei cellulari, sempre più nostre informazioni stanno andando in rete.

In rete viaggiano sempre più dati e sempre più informazioni, e queste informazioni riguardano tutta la nostra vita – ormai tutto passa attraverso il cellulare che genera dati che da qualche parte devono essere salvati e deve essere garantita la privacy o comunque la protezione di questi dati.

In buona sostanza, questa richiesta è stata un divenire per cui molte aziende e molte situazioni si sono trovate in mano molti dati che dovevano proteggere.

Nel momento in cui si è parlato di protezione sono andati a cercare le soluzioni.

Ormai poche persone rinunciano alla commodity del cellulare o del computer, e per proteggere la propria privacy si affidano all’azienda che fornisce il servizio.

L’Intelligenza Artificiale viene applicata alla Cybersecurity proprio perché ha questa capacità di elaborare molti dati, di imparare e di dare una risposta rapida per garantirne la difesa.

Ora, di fatto l’Intelligenza Artificiale ha bisogno di tanti dati e ha anche bisogno di gestirli in maniera sicura e protetta, in modo da salvaguardare la privacy degli utenti – sia che siano dati anagrafici che dati aziendali.

Per questo, quando si disegna un sistema di Artificial Intelligence è importante disegnarlo tenendo conto di come gestire la privacy e introducendo tutti gli accorgimenti tecnologici, in modo da garantire la privacy.

Nel 2020 la pandemia ha ancora una volta messo in evidenza questa cosa, soprattutto a causa della fanfara che abbiamo sentito sul tracciamento di Immuni. 

Di fatto la gente si dimentica che è iper tracciata ogni volta che si collega ad Internet con il telefono.

Chi ha un dispositivo tipo Alexa in casa, viene ascoltato in qualsiasi momento.

Sul lato cybersecurity…

Anche noi abbiamo ricevuto delle richieste nell’ultima parte dell’anno proprio focalizzate sull’Intelligenza Artificiale applicata a riconoscere accessi indesiderati, situazioni fraudolente, e così via.

Insomma, non è nulla di nuovo.

Ora, alcuni risultati nel mondo delle assicurazioni bancarie stanno dando peso all’Intelligenza Artificiale in questo ambito, anche noi abbiamo ricevuto delle richieste e stiamo considerando come possibile trend per il prossimo anno.

Cosa fare adesso?

In generale, quando si parla di Trend che stanno accelerando sempre di più nel mondo dell’intelligenza artificiale, c’è sempre un certo livello di superficialità e non si riesce ad andare più nel profondo per comprendere le motivazioni che spingono questi Trend e come gli esperti vedono questi Trend.

Probabilmente è la prima volta che c’è questo tipo di approfondimento in generale…

L’invito che noi facciamo sempre è di salire sul treno dell’Intelligenza Artificiale il prima possibile…

Come sempre.